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Bambini disabili e nuoto, un mondo in continua evoluzione

L’attività in acqua per i bambini disabili nasce prima di tutto passando attraverso il divertimento e l’autonomia.

Bambini disabili e nuoto, un mondo in continua evoluzione

Grazie a questi aspetti fondamentali, diversi sono gli obbiettivi che è possibile porsi e i progressi che si possono ottenere con persone diversamente abili, sfruttando le proprietà del mondo acquatico; oltre a mantenere le funzioni e capacità già in possesso dal bambino, dopo un’attenta osservazione e valutazione, è possibile porsi nuovi obbiettivi, migliorare, crescere, proprio come tutti gli altri bambini, senza fermarsi al “limite” della disabilità.

L’acqua è un ambiente facilitante e favorevole per i bambini disabili; le sue caratteristiche permettono al bambino diversamente abile di raggiungere alcuni obiettivi altrimenti irraggiungibili. L’attività, viene svolta in vasche dove la temperatura raggiunge i 31-32 gradi centigradi. Queste temperature favoriscono il rilassamento corporeo e diminuiscono la tensione muscolare; la minor forza di gravità facilita il movimento dove è assente o scarso, migliorandone l’esecuzione.

Il lavoro che viene svolto in acqua è un lavoro programmato e strutturato sulle caratteristiche del bambino disabile; ogni bambino è un libro da leggere, una storia da conoscere, una strategia da attuare, un gioiello da conservare.

Ogni bambino disabile è unico nella sua complessità.

Utilizzata nella maniera corretta, l’acqua rappresenta la possibilità di raggiungere un benessere che va oltre quello fisico. L’acqua ci permette, attraverso le facilitazioni che offre, di mantenere uno stato di salute duraturo nel tempo, di prendere coscienza attraverso le immersioni (ove possibile) del proprio corpo e del proprio respiro. Molteplici sono i benefici dell’acqua anche sulla circolazione sanguigna. 

Il mondo acquatico permette, non solo per persone diversamente abili, un’esperienza completa a livello psicologico, dove vengono stimolate alcune sfere di carattere sensoriale, cognitivo, relazionale sociale.

Ed è proprio nell’essere immersi in questo grande “contenitore di emozioni“, che si vive un’esperienza di tipo globale, unica ed irripetibile, dove il bambino sperimenta una relazione nuova con l’ambiente e con l’operatore che lo assiste.

L’esperienza maturata negli anni nel mondo natatorio, ci ha permesso di vedere con i nostri occhi come possono “cambiare” i soggetti con disabilità intellettiva e relazionale; l’attività in acqua facilita la gestione delle emozioni, contiene i disturbi del comportamento, promuove l’attenzione grazie a stimoli sensoriali. La pratica motoria in acqua diventa una strumento ottimale per raggiungere anche obiettivi terapeutici (strutturati su ogni soggetto), utili al bambino per accrescere la propria autonomia, l’autostima , la capacità di relazione e la fiducia nell’operatore.

Non bisogna dimenticare che l’obiettivo principale dell’attività in acqua è il benessere del bambino.

Dott.ssa Elena Colombo

2018-05-29T12:00:30+00:0008/03/2018|Comunicazioni, News, Nuoto|Commenti disabilitati su Bambini disabili e nuoto, un mondo in continua evoluzione